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Dieci anni di informazione. Si lascia o si raddoppia?

Dieci anni fa nasceva “Il Monte”, il primo giornale montemurrese. Nessuna altra esperienza associativa, culturale o politica, aveva mai dato alla comunità di Montemurro un organo di informazione regolarmente iscritto al Tribunale, con tanto di testata registrata e Direttore Responsabile iscritto all’albo dei giornalisti. L’iniziativa nacque in seno ad una rinnovata Pro Loco e fu grazie all’aiuto proprio del direttore Domenico Toriello (collega a cui ancora oggi va un doveroso ringraziamento) che fu possibile mettere in piedi un’esperienza per certi aspetti esaltante, soprattutto perché interamente gestita da giovani, molti dei quali poco più che ventenni.
Furono alcuni anni di attività intensa, in cui il “Gruppo Il Monte” realizzò direttamente anche iniziative culturali per il paese, oltre che seguire gli eventi e dare notizia ai cittadini, dentro e fuori Montemurro.

E fu la prima vera esperienza che mise in relazione i montemurresi nel mondo, rendendo i tanti emigranti consapevoli di quanto avveniva nel loro comune di origine.
Ma, come ogni ciclo, ad un inizio succede sempre una fine e quell’esperienza, dopo due anni, cominciò una fase condizionata da un contesto sociale fisiologicamente influenzato da alti e bassi. Si sa, nei piccoli comuni, molte iniziative sono spesso legate ai singoli ed è difficile trovare ricambi e rinnovato impegno da parte di forze nuove.
È stato sempre così e, credo, sarà sempre così. Ognuno di noi può ripercorrere con la memoria le vicende delle tante esperienza sociali, culturali, politiche, sportive che hanno vissuto momenti di gloria alternati ad anni in cui su di esse si raccogliere inesorabilmente la polvere.
E cosi la polvere si creò anche sul primo giornale dei montemurresi. Ma si è trattato di uno strato di polvere sottile, su cui qualcuno ha voluto soffiare qualche anno dopo e riportare alla luce quell’esperienza.
A marzo del 2003, infatti, è nato “Dietro le Mura”, il secondo periodico nella storia dell’informazione della nostra comunità. All’inizio si è trattato del supplemento di un periodico edito ad Anzi: “L’alternativa”. L’attuale sindaco mi chiese la cortesia di fargli da direttore responsabile e fui ben lieto di dargli una mano. Fu allora che cominciò ad uscire il giornale. Dopo qualche mese, con la nuova dirigenza alla guida della Pro Loco, abbiamo rispolverato la vecchia testata de “Il Monte” presso il Tribunale di Potenza, assumendone io la direzione in qualità di unico giornalista montemurrese iscritto all’albo, e riprendemmo le pubblicazioni riportando a sintesi la prima e la seconda esperienza di informazione giornalistica della nostra storia.
Un piccolo orgoglio personale; per il valore che può avere.
Il 2007 è dunque l’anno del decennale de “il Monte” ed è il quinto anno di pubblicazione di Dietro le Mura, e l’orgoglio è quello di essere riuscito, ovviamente non da solo, a regalare per un decennio l’informazione ai cittadini di Montemurro.
Con me, oggi danno un importante contributo altre persone come Margherita Rinaldi e Pasquale Sanchirico, una piccola redazione a cui oggi si è aggiunta Anna Mollica. Amici a cui non aveva certo ordinato il medico di impegnarsi in questa esperienza, eppure lo fanno con passione ed entusiasmo solo per la soddisfazione di aver recato un servizio in più ai loro concittadini.
Ma da soli non bastiamo. O meglio: non bastiamo più. Ognuno di noi ha un suo percorso familiare e lavorativo che non consente di mantenere costante l’impegno verso aspetti che non possono rappresentare la priorità. Ci sono cose che si fanno più volentieri quando esistono le condizioni personali adeguate; altrimenti è necessario rallentare.
Ma se Dietro le Mura rallenta le sue pubblicazioni il motivo non può essere solo questo. La motivazione è un elemento fondamentale che fa compiere un sacrificio in più ben volentieri. Molti sanno delle nottate passate a costruire il giornale in uscita, per consegnare un file in tipografia prima di una scadenza della fine del mese o in occasione di una festa in cui  si sarebbe ripopolato il paese. E lo abbiamo fatto da soli. Grazie soprattutto alla presenza costante sul posto, nei luoghi in cui avveniva l’evento di cui dare notizia.
Poi tutto è diventato più difficile. Se non si vive più sul posto, si ha bisogno di maggiore collaborazione. Di ha bisogno di qualcuno che avverta di un evento per poterlo seguire e darne notizia. Altrimenti succede che il giornale esce con ritardo, scontando proprio quel ritardo che deriva dal fatto di sapere le cose dopo che avvengono. Ovviamente, in questo, una collaborazione ce la saremmo aspettata da chi “produce” i fatti. Da quanti dovrebbero sentire il bisogno di sfruttare un mezzo di informazione per far sapere ai montemurresi ciò che a Montemurro avviene. Se sono in molti a non avvertire questo bisogno, allora è lecito pensare che sia proprio del giornale che non si sente il bisogno, o quanto meno della sua regolarità e costanza.
Rallentare le pubblicazioni di Dietro le Mura non è, dunque, una scelta: ma una conseguenza. La condivisone di un progetto consente di non “imporre” l’iniziativa. 
E comunque Dietro le Mura non chiude. Uscirà solo con meno regolarità, poche volte all’anno e, soprattutto, quando ci sarà percezione che il giornale è davvero ritenuto utile. Su questo blog, ad esempio, per la prima volta nella nostra storia, i montemurresi possono scrivere come la pensano sull’argomento. Possono essere protagonisti direttamente di una discussione su un tema che riguarda tutti. E’ qui che si misura la voglia di partecipazione. Non basta dire: “Bravi, andate avanti!”; bisogna dire “armiamoci e partiamo!”. Anzi, proprio perchè qualcuno si è già armato ed è già partito, è ancor più facile stare dentro. Ed è qui che giunge l’appello ed il messaggio più importante di questo lungo articolo. Per la ripresa costante delle pubblicazioni di Dietro le Mura, sarebbe bello avere la collaborazioni di nuovi giovani protagonisti, di nuovi gruppi che abbiano voglia di collaborare e di prendersi in carico questa esperienza dal punto di vista operativo e gestionale. Continueremo a garantire la nostra presenza, la direzione e la guida, a patto che ci sia una forza che rigenera e rilancia il progetto, e che vada ad aiutare chi oggi è costretto a trascinarlo.
A differenza di tante altre esperienza che sono finite e non più recuperabili, noi vogliamo muoverci per tempo, per evitare che la coltre di polvere sommerga irrimediabilmente questa esperienza e la cancelli del tutto. Vogliamo rilanciare ora che siamo in tempo, ora che ancora c’è un sentimento di tanti (e li ringraziamo) che ci chiedono di non far morire Dietro le Mura. Questa richiesta noi la giriamo a tutta la comunità.
E comunque Dietro le Mura rilancia. Nel frattempo stiamo infatti percorrendo altre strade: quelle della tecnologia, quella di Internet. Abbiamo creato il sito, il blog e stiamo guardando all’intero “mondo” montemurrese con più forza. Abbiamo intenzione di potenziare questi strumenti strutturando una sorta di webzine (magazine sul web) che può consentirci di mantenere viva l’informazione. Certo, ancora a Montemurro non c’è l’Adsl e non è molto diffusa la consultazione di Internet. Ma è pur vero che non esiste alternativa alla crescita tecnologica, è pur vero che il futuro è in questi mezzi e noi non possiamo rimanere indietro. Avremo anche noi l’Adsl (anzi, cominciamo a lanciare gli appelli alle istituzioni affinché facciano sentire la loro voce per creare il servizio anche a Montemurro!) e chissà che, ancora una volta, Dietro le Mura non possa contribuire a stimolare anche questa crescita.
L’augurio, in conclusione, è che le delusioni per una non più sicura regolarità di pubblicazione lascino il posto alla consapevolezza che tali passaggi sono spesso fisiologici. Che le stagioni iniziano e finiscono ciclicamente, e noi stiamo cercando di evitarlo. Ma l’augurio principale è che l’attenzione non sia rivolta solo al fatto che un’iniziativa è oggi in fase calante ma che questa iniziativa “c’è stata” e “c’è ancora”, che qualcuno ha lavorato per anni per informare, far sapere e tenere uniti i montemurresi. Ora c’è bisogno di un ricambio. Una stagione non si chiude se ne apriamo un’altra. ()

                                                                                                                Gianni Lacorazza

Pubblicato il 2/5/2007 alle 18.23 nella rubrica Chi siamo.

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